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Niscemi
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mwhaNiscemi (mwhqmwhgAFI: /niʃˈʃɛmi/cite-ref-4[4] mwjaNixemi in mwjqsiciliano) è un mwjgcomune italiano di mwjw24 528 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] del mwlalibero consorzio comunale di Caltanissetta in mwlqSicilia.

Il comune rientra nella mwlwpiana di Gela e nell'area gelese, e ne costituisce la sua parte nord-orientale, a contatto con il territorio di mwmaCaltagirone.

Contents

Clima
Storia
Origini
Stemma
Arte
Cucina
Eventi
Turismo
Strade
Sport
Note

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Geografia fisica

Territorio

Il centro abitato è situato su un mwnqaltopiano posto a mwng332 m s.l.m..cite-ref-5[5] Il comune ha una superficie di 96 chilometri quadrati con una densità abitativa di 254 abitanti per chilometro quadrato. Niscemi è situata su una collina rientrata nella parte dei mwowMonti Erei e alle pendici degli mwpaIblei, con un panorama occidentale sulla vallata del fiume mwpqMaroglio e la mwpgPiana di Gela.cite-ref-ripostiglio-6-0[6]

Il territorio di Niscemi si inserisce in un contesto geologico caratterizzato da mwsacolline argillose mwsqmioceniche, ricoperte da un ampio mantello di sabbie mwsgplioceniche, mwswtufi calcarei e mwtaconglomerati.cite-ref-carta-7-0[7]

Clima

La zona climatica di Niscemi è di fascia C; di conseguenza l'accensione degli impianti termici di cui al D.P.R. n. 412 del 26 agosto mwuw1993 è consentita dal 15 novembre al 31 marzo per un massimo di dieci ore giornaliere.cite-ref-8[8]

Il clima di Niscemi è di natura mwwqmediterranea, con mwwginverni miti ed mwwwestati calde. Le medie invernali si aggirano tipicamente intorno ai mwxa10 °C, mentre le medie estive non raggiungono i mwxq30 °C. Le precipitazioni, piuttosto rare, si concentrano principalmente tra i mesi autunnali ed invernali. Di seguito è riportata la tabella riassuntiva dei principali dati meteorologici riferiti al territorio comunale.cite-ref-9[9]

| Niscemi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Niscemi | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 12,5 | 12,9 | 14,3 | 16,6 | 20,7 | 24,7 | 27,2 | 27,7 | 25,4 | 21,2 | 17,3 | 13,9 | 13,1 | 17,2 | 26,5 | 21,3 | 19,5 |
| T. media ( °C ) | 9,3 | 9,5 | 10,7 | 12,9 | 16,7 | 20,7 | 23,2 | 23,8 | 17,7 | 21,6 | 13,9 | 10,8 | 9,9 | 13,4 | 22,6 | 17,7 | 15,9 |
| T. min. media ( °C ) | 6,2 | 6,2 | 7,2 | 9,2 | 12,8 | 16,7 | 19,2 | 20,0 | 17,9 | 14,3 | 10,6 | 7,8 | 6,7 | 9,7 | 18,6 | 14,3 | 12,3 |
| Precipitazioni ( mm ) | 56 | 41 | 37 | 28 | 17 | 6 | 4 | 12 | 30 | 78 | 60 | 59 | 156 | 82 | 22 | 168 | 428 |

Origini del nome

Sull'origine del toponimo, verosimilmente arabo, sono state formulate varie ipotesi. Una possibilità, sostenuta da Gaetano Trovato, è che derivi dalla pianta dell'mwzqolmo oppure da mwzgGrewia parviflora, mwaain arabo نشم‎?, našam.cite-ref-10[10] Un'altra possibilità è quella di una parola che contenga la radice mwbqmwbgn-š-m, con il riferimento a macchie bianche e nere.cite-ref-11[11]

Storia

Origini

La presenza di insediamenti umani nel territorio di Niscemi, risale all'epoca mwdgneolitica, in particolare tra il mwdwIII ed il mweaII millennio a.C., come testimoniato dalla presenza di numerose mweqtombe a forno scavate nella roccia.cite-ref-12[12]

Tracce attribuibili alla cultura mwfwsicana risalgono, invece, ad un periodo risalente alla prima mwgaetà dei metalli. Si trattava, principalmente, di piccoli villaggi che vivevano di caccia e agricoltura e che vivevano in capanne di paglia. Durante questo periodo erano diffuse l'mwgqindustria litica, della mwggceramica e quella relativa alla produzione di utensili di uso quotidiano.cite-ref-ripostiglio-6-1[6]

Successive testimonianze di insediamenti nel territorio di Niscemi si possono ricostruire grazie alla presenza delle necropoli caratterizzate da mwiatombe a tholos e a forno nel mwiqperiodo castellucciano, risalenti al mwigXIII secolo a.C. realizzate durante la tarda mwiwetà del bronzo. A conferma di ciò, un passo del secondo volume del mwjaDizionario Topografico della Sicilia, redatto da mwjqVito Amico, riporta: «sia nei fianchi che nelle falde del colle occorrono sepolcri anche per corpi giganteschi, monete di ogni metallo, vasi, lucerne, ampolle, e più di un pavimento saccheggiato coll'epigrafe Alba si è rinvenuto».cite-ref-amico-13-0[13] Durante questo secolo i villaggi castellucciani si trasformarono progressivamente in insediamenti fortificati, probabilmente a causa dell'avvento dei mwkgsiculi, che costrinsero gran parte delle popolazioni più pacifiche a spostarsi verso territori più tranquilli.

A partire dal mwlaVII secolo a.C., successivamente all'insediamento dei coloni rodio-cretesi nel territorio di mwlqGela, le campagne del territorio niscemese furono occupate per poter essere coltivate intensamente:cite-ref-alma-14-0[14] sorsero numerose fattorie, i terreni furono lottizzati e le risorse naturali sfruttate al massimo.

Tuttavia, a partire dal mwmwV secolo a.C., in seguito alla seconda invasione mwnacartaginese, la relativa tranquillità degli insediamenti nel territorio di Niscemi fu sconvolta e molti abitanti furono costretti a fuggire e ad abbandonare le loro fattorie.

Nel mwngIII secolo d.C. la vasta plaga, situata circa ad un chilometro ad occidente del centro abitato odierno, compresa tra il fiume mwnwAchates ed il fiume mwoaGela, fu assegnata al mwoqpatrizio Calvisio e prese il nome di mwogPlaga Calvisiana.cite-ref-15[15] Sorse un fiorente villaggio che sopravvisse fino al mwpwIX secolo d.C., quando gli arabi lo distrussero definitivamente.

Successivamente gli arabi costruirono un borgo fortificato sulla collina dove sorge l'attuale centro abitato e vi diedero il nome mwqqFata-nascim traducibile come "passo dell'olmo",cite-ref-16[16] accorciato in un successivo momento in mwrgNasciam. Durante l'mwrwoccupazione araba il regime della mwsaproprietà fondiaria ed i sistemi di coltivazione della terra cambiarono radicalmente: i vasti mwsqlatifondi furono suddivisi in piccoli lotti, eccetto per le proprietà mwsgdemaniali. Inoltre la coltivazione dei mwswcereali e la pastorizia furono ristrette solo ai terreni adatti, si provvedette alla ripopolazione del manto boschivo, si intensificò la produzione di olio e si introdussero le coltivazioni di mwtacarrubbo, mwtqgelso, pistacchio e nocciolo. Nella metà del mwtgXIII secolo, tuttavia, a causa delle lotte interne tra musulmani e mwtwnormanni, la cittadina fu completamente distrutta e i suoi abitanti furono costretti a fuggire in cerca di un luogo più sicuro dove vivere.

Fondazione e periodo normanno

A seguito della conquista normanna, con diploma del mwug1143 fu fondata una nuova città con il nome di mwuwNixenum. Diventato un mwvafeudo rustico il territorio subì radicali mutamenti fin quando, nel mwvq1324, un ramo della famiglia mwvgBranciforte si trasferì da Piacenza alla Sicilia (nel XIII secolo) e comprò la terra di mwvwNixenum.cite-ref-carta-7-1[7]

Il ritrovamento del quadro della Madonna

Secondo la tradizione popolare, la fondazione di Niscemi risalirebbe al ritrovamento di un quadro della

Madonna

ad opera di un pastore niscemese di nome Andrea Armao. Il pastore, il 16 maggio del

1599

, pascolando il proprio gregge ai limiti di un bosco in contrada Castellana, si addentrò tra la fitta vegetazione nell'intento di ritrovare il proprio bue favorito, di nome Portagioia, sfuggitogli due giorni prima. Lì vi scorse l'animale, inginocchiato e immobile di fronte ad una raffigurazione della Madonna con a destra

Gesù bambino

benedicente, recante sulla sinistra un globo sormontato da una croce. In prossimità del luogo del ritrovamento era presente una fonte naturale di acqua. Il pastore informò immediatamente la popolazione e gli abitanti raggiunsero il luogo del ritrovamento: stupefatti dallo straordinario evento raccolsero l'icona e la portarono in processione per le vie del borgo fino alla chiesetta di Maria SS. della Grazia. Con il passare del tempo si diffusero nel circondario voci secondo cui l'acqua della fonte, nei pressi del luogo di ritrovamento del quadro, fosse miracolosa: molti devoti decisero quindi di trasferirsi nel borgo, dove fu necessario costruire un santuario in onore della Madonna, che divenne così la patrona della città.

Nel mw0q1624, la nobildonna Giovanna Branciforte, vedova di Giovanni Branciforte Barrese, principe di Butera, a nome del figlio Giuseppe (1619-1675), prese possesso della baronia di Niscemi. Due anni dopo, per far conferire i titoli nobiliari al figlio, chiese ed ottenne dal cardinale Giovanni Doria la mw0gmw0wlicentia populandi del feudo di Niscemi. La neonata baronia di Niscemi era costituita da quattro feudi, anche se taluna documentazione ne riporta l'esistenza di quattordici.cite-ref-carta-7-3[7] Il centro del borgo fu scelto vicino al bosco di Castellana, ove la leggenda narrava del ritrovamento del quadro della Madonna.cite-ref-carta-7-4[7] Le strutture preesistenti, a causa delle precarie condizioni economiche, non furono distrutte, ma riutilizzate. Non fu costruito un castello, ma si scelse di adoperare, come avamposto di difesa, una mw3atorretta sita in contrada Castellana.

Il principe Branciforte, per privilegio dato dal re mw3gFilippo IV di Spagna il 25 marzo mw3w1627, esecutoriato il 18 maggio dell'anno medesimo, ottenne il titolo di mw4aI principe di Niscemi.cite-ref-18[18] Nel mw5q1640, lo stesso feudatario decise di dare un nuovo assetto urbanistico al borgo, disegnando una nuova planimetria secondo le pratiche urbanistiche del tempo, che prevedevano la presenza di una piazza centrale in cui emergeva la Chiesa Madre.cite-ref-carta-7-5[7] Il mw6gPrincipato di Niscemi durò fino al 1661, quando il Branciforte vendette il relativo titolo a mw6wVitale Valguarnera Lanza, duca dell'Arenella, e perciò venne ridotto a rango di semplice terra baronale.

Nel mw7q1693 il mw7gterremoto del Val di Noto, che distrusse buona parte della mw7wSicilia orientale, danneggiò seriamente il borgo di Niscemi, pur non provocando vittime.cite-ref-dragoterremoto-19-0[19] Si rese necessaria la ricostruzione di gran parte dell'abitato, anche se la planimetria non mutò e le principali chiese furono ricostruite nel luogo originale di edificazione.

Età contemporanea

Il 19 marzo mw9g1790 le terre a sud del centro abitato furono sconvolte da un rivolgimento tellurico di proporzioni paurose, caratterizzato da aperture della terra e dall'emissione di calore ed emissioni nauseabonde.cite-ref-20[20] Sorse, inoltre, un piccolo cono vulcanico che emetteva vapore e calore. Lo sconvolgimento, tra lo spavento della popolazione, durò per otto giorni consecutivi.cite-ref-21[21]

Il 10 ottobre mwaqu1838, Re mwaqyFerdinando II, con tutto il suo seguito, passò da Niscemi, lamentandosi con l'amministrazione della città per il pessimo stato delle strade. Il 12 gennaio mwaqc1848 la città prese parte all'insurrezione popolare contro il governatore borbonico:cite-ref-risorgimento-22-0[22] in quest'occasione Salvatore Masaracchio fu insignito del ruolo di comandante della mwaqwGuardia nazionalecite-ref-23[23]. Il 24 maggio mware1860 la città aderì alla mwaririvoluzione garibaldina. La sera del 26 luglio 1860 i soldati garibaldini furono ospitati presso la Chiesa di Sant'Antonio da Padova e, nella stessa chiesa, si votò, il 21 ottobre dello stesso anno il mwarmplebiscito che sancì l'annessione della Sicilia all'Italia.cite-ref-antropica-24-0[24]

Successivamente alla mwarkproclamazione del Regno d'Italia, il paese fu scosso da violenze, furti e rapine a danno principalmente di nobili: una banda, a cui capo vi era Salvatore Di Benedetto, soprannominato mwaroParachiazza, imperversò nelle campagne per diversi anni, finché fu definitivamente sgominata.cite-ref-popolazione-25-0[25] Il figlio di mwar8Parachiazza, Matteo Di Benedetto, uccise nel mwasa1864 Salvatore Masaracchio, all'epoca dei fatti sindaco di Niscemi.

Nel mwasi1891, un gruppo di giovani intellettuali niscemesi fondò il mwasmFascio dei Lavoratori,cite-ref-26[26] secondo in tutta la Sicilia dopo quello di mwasgCatania. Di ispirazione mwasksocialista, consentì ai contadini di ottenere nel mwaso1897 la lottizzazione e l'assegnamento delle terre demaniali ex feudali.

Nel 1922, subito dopo l'instaurazione del regime mwatefascista, il militante socialista Salvatore Noto fu assassinato nella piazza principale del paese da mwatisquadristi fascisti.cite-ref-27[27]

Tra le due guerre mondiali, Niscemi fu caratterizzata da un nuovo periodo turbolento caratterizzato da rapine, scassinamenti e violenze varie, causate principalmente dalla miseria e dalla disoccupazione.cite-ref-guerre1-28-0[28] Molti lavoratori si organizzarono in associazioni e lottarono per la concessione delle terre incolte. Durante lo mwauesbarco in Sicilia, la suora mwauiAngela Basarocco, infermiera e unica presente nell'ospedale civico, salvò alcuni soldati tedeschi dalla fucilazione con un atto eroico. Gli stessi fenomeni avvenuti tra le due guerre mondiali si verificarono anche dopo la mwaumseconda guerra mondiale: nel mwauq1947 una manifestazione popolare, a cui parteciparono più di quattromila lavoratori, degenerò in violenze e saccheggiamenti.cite-ref-29[29] Le proteste dei lavoratori si conclusero nel mwauk1951, quando gran parte dei lavoratori preferirono emigrare in cerca di lavoro.

Negli mwausanni quaranta del mwauwXX secolo imperversò il mwau0banditismo nel territorio e prese piede la cosiddetta Banda dei Niscemesi, i cui capi erano Rosario Avila e Salvatore Rizzo.cite-ref-30[30] Rosario Avila fu trovato morto nel mwavi1946, dopo che su di lui era stata messa una taglia. Con la sua morte l'intera banda si disgregò e i suoi componenti furono tutti catturati o uccisi.

Il 12 ottobre mwavg1997 si verificò un mwavkevento franosocite-ref-31[31] che non causò vittime ma provocò il danneggiamento di decine di edifici e lo sfollamento di 117 famiglie del quartiere Sante Croci della città.cite-ref-32[32] Complessivamente rimasero senzatetto circa cinquecento persone. Il dissesto fu innescato dalla vulnerabilità geologica del versante occidentale, composto da sabbie permeabili sovrapposte ad argille impermeabili, e aggravato dall'assenza di un'adeguata regimentazione delle acque meteoriche e fognarie.cite-ref-33[33] Risultò particolarmente danneggiata la Chiesa delle Sante Croci, che a causa delle lesioni irreversibili fu successivamente demolita per ordine prefettizio.cite-ref-santecroci-34-0[34] Gran parte delle case che furono danneggiate erano state costruite mwawoabusivamente nel corso degli mwawsanni sessanta. Solo dopo quattordici anni dall'evento, nell'ottobre del 2011, l'amministrazione comunale riuscì a erogare i risarcimenti alle famiglie colpite per la perdita delle loro abitazioni e attività.cite-ref-35[35] Successivamente, i ruderi delle abitazioni inagibili furono definitivamente abbattuti per consentire i primi lavori di consolidamento del quartiere.

Tra gli mwaxeanni ottanta e gli mwaxianni novanta, la città fu soggetta ad una escalation di problemi di legalità che causarono, nel mwaxm1992cite-ref-36[36] e nel 2003,cite-ref-37[37] il mwaxwcommissariamento del comune per condizionamento mafioso.

Il 21 settembre 2014, a seguito di un referendum confermativo, la popolazione di Niscemi votò a favore del distacco dalla mwax4provincia di Caltanissetta e dell'adesione alla provincia di Catania.cite-ref-38[38] In seguito alla delibera del consiglio comunale del 26 ottobre 2015, Niscemi dichiarò la volontà di aderire alla mwaymcittà metropolitana di Catania;cite-ref-39[39]cite-ref-40[40] l'adesione venne tuttavia bocciata dalla commissione Affari istituzionali dell'mwaywARS.cite-ref-41[41]

Frana del 2026

Un primo evento franoso si è verificato il 16 gennaio 2026, in occasione di forti precipitazioni, causando un grave cedimento della collina che ha provocato l'interruzione al traffico della SP12 nel tratto di Passo Cerasaro, compromettendo significativamente i collegamenti della città in direzione della statale 117 bis.cite-ref-42[42]

A partire dal 25 gennaio 2026 il centro abitato è stato interessato da un nuovo e più ampio fronte franoso, che ha raggiunto i quattro km di lunghezza e i 55 metri di altezza in alcuni punticite-ref-43[43] e che ha portato all'evacuazione di oltre 1.500 abitanti. La frana ha distrutto decine di edifici e ne ha reso inagibili altrettanti, costringendo le autorità ad istituire una zona rossa di 150 metri a partire dalle aree asfaltate non crollate.cite-ref-44[44]cite-ref-45[45]cite-ref-46[46]cite-ref-47[47]

Simboli

Lo stemma e il gonfalone di Niscemi sono stati concessi con Decreto del Presidente della Repubblica mwacaCarlo Azeglio Ciampi del 24 aprile 2000.cite-ref-48[48]

Stemma

I simboli raffigurati sono l'aquila e la torre. La descrizione araldica dello stemma è:

«Di verde, all'aquila di nero, con la testa in banda, allumata e linguata di rosso, coronata con corona all'antica di cinque punte visibili, d'oro, l'aquila attraversata sul petto dallo scudetto di rosso, caricato dalla torre d'oro, murata di nero, e afferrante con gli artigli la lista bifida d'argento, caricata dalle lettere maiuscole V e N, puntate, di nero. Ornamenti esteriori da Comune.

»

Gonfalone

La blasonatura del gonfalone è la seguente:

«Drappo di rosso, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dallo stemma comunale con l'iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo e i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto rosso con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento.

»

Bandiera

La bandiera è un drappo troncato di verde e di rosso.

Monumenti e luoghi d'interesse

Centro storico

Il mwadwcentro storico risale alla seconda metà del mwad0XVII secolo. La piazza Vittorio Emanuele IIIcite-ref-asta-50-0[50] ha forma rettangolare e su di essa si affacciano la chiesa Santa Maria d'Itria e la chiesa dell'Addolorata, oltre che il Palazzo di Città.

Architetture religiose

Chiesa di Santa Maria D'Itria

Sorge in piazza Vittorio Emanuele III. Ricostruita dopo il mwaekterremoto del 1693 a partire dal mwaeo1742 con il contributo della popolazione e sotto la direzione dell'architetto mwaesmessinese Giuseppe La Rosa, è una chiesa a croce latina con tiburio centrale, presenta quattro nicchie laterali con le statue degli evangelisti mwaewmwae0Giovanni e mwae4mwae8Marco e gli apostoli mwafamwafePietro e mwafimwafmPaolo. La facciata è incompleta nel fastigio terminale. Gli interni furono decorati tra il mwafq1863 e il mwafu1864.cite-ref-antropica-24-1[24]cite-ref-disca-51-0[51]

Chiesa dell'Addolorata

Fondata nel mwagq1753, sul sito di una rusticana mwaguaedicula, ad opera dell'architetto mwagycalatino Silvestro Giugliara.cite-ref-52[52] La sua architettura si sviluppa intorno ad uno spazio centrale a forma di ottagono allungata a navata unica con portale ad arco. All'esterno esibisce un raffinato prospetti settecentesco della Sicilia mwagstardo barocca. La facciata presenta una convessità rimarcata dalle quattro lesene, concluso dal profilo ondulato del coronamento della cella campanaria raccordata alla fabbrica da eleganti volute. Una mostra in pietra incornicia il portale d'ingresso e la finestra sovrastante. Sotto il livello del pavimento si apre una cripta con un altare, gli essiccatori, ossai e sepolture riservati in passato ai confrati e alle consorelle del SS. Crocifisso.cite-ref-antropica-24-2[24]cite-ref-disca-51-1[51].

Chiesa di Sant'Antonio da Padova

Ricostruita anch'essa dopo il terremoto, a partire dal mwaho1746, fu restaurata nel mwahsXX secolo. È una chiesa a navata unica, a pianta rettangolare, con campanile a torre (posto insolitamente nel lato posteriore dell'edificio) e sagrestia addossata. La facciata è in intonaco liscio, con fastigio terminale in forma di piccolo frontone triangolare. Il portale in conci di pietra è decorato a bassorilievo. Un imponente organo fu installato nel mwahw1810 su un soppalco costruito sopra il portone di ingresso.cite-ref-antropica-24-3[24]cite-ref-disca-51-2[51]

Chiesa Maria SS. della Grazia

Edificata nel mwais1773, sorge ad ovest di piazza Vittorio Emanuele III e fu salvata dall'abbandono nel mwaiw1947. Fu edificata sui resti di una primitiva chiesetta rustica della Niscemi feudale per volontà del barone Iacona con il consenso del principe Ercole Michele Branciforte. La facciata fu completata nel mwai0XIX secolo ed è ripartita in tre ordini, di cui l'ultimo accoglie la cella campanaria ed il secondo un'edicola con la statua di mwai4mwai8San Gaetano. L'interno è ad un'unica navata, con volte a botte e ricca decorazione a fresco tipicamente barocca. Ci si riferisce ad essa, pur inappropriatamente, come chiesa di mwajaSanta Lucia.cite-ref-santalucia-53-0[53]

Santuario Maria SS. del Bosco

Sorge su resti di una piccola cappella distrutta dal terremoto.cite-ref-santuario-54-0[54] Fu edificato tra il mwaka1749 ed il mwake1758 sotto la direzione del capomastro e architetto Silvestro Gugliara. La chiesa è ad una sola navata con pianta ellittica allungata, la facciata è in stile barocco e presenta un'equilibrata compostezza e sobrietà nelle decorazioni. La chiesa conserva in una piccola nicchia le pietre costituite da due candelieri e dalla base che sosteneva la croce, rinvenute, secondo la tradizione, nel mwaki1599 in occasione del rinvenimento del quadro della mwakmMadonna. L'altare maggiore raffigura angeli che, guidati dalla mano di mwakqDio, reggono il sacro dipinto della Madonna nel gesto di portarlo verso la fonte del ritrovamento. Dietro la pala, una nicchia custodisce una copa del quadro, opera di un monaco di mwakuCaltagirone, perché l'opera originale si perse in occasione di un incendio verificatosi nel mwaky1769 mentre si trovava presso la chiesa Santa Maria d'Itria. I due altari laterali sono dedicati a mwakcsan Benedetto e mwakgsan Giovanni Nepomuceno. La cripta sottostante conserva il pozzetto con la vena d'acqua in cui, si narra, venne trovato il sacro velo con l'immagine della Madonna: indicata come Cappella dell'acqua Santa,cite-ref-santuario-54-1[54] dal mwak01998 è anche battistero.

Chiesa di San Giuseppe

Costruita grazie alla contribuzione volontaria di tutta la popolazione, con pietra e calce ricavate dalle cave locali. La facciata è semplice, ad un solo ordine e presenta una eleganza sobria. La pianta è rettangolare ad una sola navata. Rimasta a lungo trascurata, nel 1986 don Giuseppe Giugno, con la contribuzione volontaria di numerosi cittadini ne avviò i lavori di ristrutturazione.cite-ref-antropica-24-4[24]cite-ref-disca-51-3[51]

Chiesa Anime del Purgatorio

Presenta una pianta a forma di grossa tartaruga disposta in direzione ovest-nord-ovest. Il tetto poggia su archi a pieno sesto sorretti da otto colonne singole in stile toscano con basamento e plinto posti a perfetto cerchio all'interno dell'unica navata circolare.cite-ref-antropica-24-5[24]

Chiesa delle Sante Croci

Edificata sul luogo in cui sorgeva in precedenza una piccola cappella senza altare, fu dotata di un piccolo cimitero. Restò lesionata dallo sconvolgimento tellurico che colpì Niscemi nel 1790. La frana dell'ottobre del 1997 lesionò gravemente l'immobile in maniera tale da richiederne la demolizione, avvenuta pochi anni dopo. L'altare maggiore era dedicato al Crocifisso ed era realizzato in marmo bianco con disegni a rilievo in stile barocco e intarsi in marmi colorati. Gli altri due altari erano rispettivamente dedicati a sant'mwamwAlfonso Maria de' Liguori e santa mwam0Rita da Cascia.cite-ref-santecroci-34-1[34]

Chiesetta Madonna dello Spasimo

Situata all'entrata meridionale del paese venne fondata con il contributo generoso e l'impegno attivo di diverse persone. La facciata delle chiesetta è molto semplice, ma armoniosa e movimentata, racchiusa dalle paraste laterali che contengono il portale centrale in pietra locale ben lavorata con arco a tutto sesto.cite-ref-antropica-24-6[24]

Chiesa San Francesco

Costruita tra il mwan41732 ed il mwan81739, è caratterizzata da un'unica aula con volta a botte ed un presbiterio a crociera.cite-ref-russo-55-0[55]

Chiesa San Giuseppe d'Atanasio

Realizzata nel mwaoy1915, in contrada Pilacane, è caratterizzata da un severo stile neoclassico in cotto.cite-ref-carta-7-6[7] Si trova a circa due chilometri dal centro abitato di Niscemi.

Convento di San Francesco

Oggi sede dell'ospedale civile, conserva il chiostro originale a pianta quadrilatera, un pozzo centrale ed è caratterizzato dalla presenza di una successione di arcate sorrette da colonne di mwapeordine ionico.cite-ref-56[56]

Architetture civili

Palazzo di Città

Costruito su un precedente fabbricato adibito a Cancelleria comunale, fu progettato dall'architetto Rosario Crescimone e realizzato dai fratelli Barbagallo. Si presenta come un blocco compatto e ben definito, sobrio ed equilibrato è dotato di un portico a tre arcate. Tutte le decorazioni del prospetto sono state realizzate in pietra di Pilacane.cite-ref-antropica-24-7[24]

Palazzo Branciforte

Costruito nel mwaqc1824 è il più antico edificio civile sopravvissuto. Fu fatto realizzare da Margherita Branciforte, duchessa di mwaqkMondragone, giunta a Niscemi nel 1821.cite-ref-57[57] È ben definito, caratterizzato da paraste angolari ed a muri perimetrali lisci in pietrame informe.cite-ref-antropica-24-8[24]cite-ref-asta-50-1[50]

Palazzo Masaracchio

Edificato nel mwarg1840, sito nell'attuale via Regina Margherita, un tempo via Sante Croci. È caratterizzato da una facciata scandita da un ordine unico di paraste su alti plinti, balconi sorretti da mensoloni con decorazione fitomorfa e un fregio sul portone di ingresso.cite-ref-asta-50-2[50]

Palazzo Malerba

Sito nella stessa via di Palazzo Masaracchio ed edificato pochi anni prima, nel mwar81835. Oggi è presente solo la facciata settentrionale, in quanto la parte dell'edificio che sporgeva su via Regina Margherita venne demolita nel mwasa1966 per realizzare un parcheggio.cite-ref-asta-50-3[50]

Sono presenti altri edifici storici di rilevanza culturale:cite-ref-prg-58-0[58]

• Palazzo Romano sito tra via Regina Elena, via Purgatorio
• Palazzo Camiolo sito tra via XX Settembre, via Mazzini e via Popolo
• Palazzo Iacona
• Palazzo Malerba, sito in via IV Novembre
• Palazzo Samperi
• Palazzo Masaracchio, sito in piazza Vittorio Emanuele III
• Palazzo Tinnirello, sito tra via IV Novembre, via Garibaldi e via Menzo
• Palazzo Gagliano, sito in piazza Vittorio Emanuele III
• Palazzo Le Moli, sito in via Le Moli
• Palazzo Gagliano, sito in via Gagliano
• Casa Guariglia, sita in via IV Novembre
• Palazzo Maugeri (Preti-Buscemi), sito in via Regina Margherita
• Palazzo Malerba, sito tra via Buonarroti e via Mazzini
• Palazzo Iacona-Gallo
• Palazzo Buscemi, sito tra via XX Settembre, via Cordova e via Cavour
• Palazzo Polizzi, sito tra via XX Settembre, via Vacirca e via Le Moli
• Palazzo Buscemi, sito in via Popolo
• Casina Samperi, sita in corso Gramsci
• Fontana Madonna SS. del Bosco

Terrazzo del Belvedere

Il Terrazzo del Belvedere, anticamente chiamato mwateTunnu, è una terrazza panoramica, costruita nel 1803,cite-ref-discaniscemi-59-0[59] che offre una vista sulla mwatypiana di Gela e sulla vallata del fiume Maroglio. Fu costruito in stile barocco, all'inizio del mwatcXIX secolo, con una forma rotondeggiante contornata da ringhiera e panche in ferro battuto.

Venne ricostruito nel mwatk1921 a seguito delle lesioni riportate nel corso di uno smottamento.cite-ref-antropica-24-9[24] In seguito alla frana del mwat42026, ne è stato impedito l'accesso in via precauzionale visti i danni nelle aree limitrofe.cite-ref-60[60]

Nella zona sottostante al belvedere era stato costruito un viale dedicato all'aviatore italiano Angelo D'Arrigo,cite-ref-61[61] che offriva una vista panoramica sulla mwaugpiana di Gela, prima della sua completa distruzione a seguito della frana del 25 gennaio 2026.

Siti archeologici

In contrada Pitrusa, alle pendici di Niscemi, si trova un sito archeologico di epoca tardo antica. Sono stati ritrovati i bolli su anfora dei mwavmPraedia Galbana, poderi che appartenevano allo stato e nel cui interno erano stanziati magazzini annonari. Rimangono odiernamente i resti di una mwavqMansio, ovvero una stazione di sosta, di età imperiale, gestita dallo Stato per i viaggiatori. Accanto alla mansio sorgeva una stazione per il cambio dei cavalli. Si pensa esistesse un'antica strada, che portava alla contrada Piano Camera, altra zona archeologica. I recenti scavi archeologici hanno riportato alla luce un mwavucomplesso termale, sempre in contrada Petrusa. Secondo gli archeologi sono ben visibili e riconoscibili il mwavycalidarium (parte delle terme destinate ai bagni caldi o ai bagni di vapore) con il forno di combustione, un vasto vano di mwavcmwavgtepidarium (parte delle terme destinate ai bagni tiepidi) e le mwavkmwavosuspensura (pilastri a base quadrata che fungevano da sostegno al pavimento) che spargeva il calore sotto il pavimento, potendo riscaldare così l'acqua.

Sono presenti anche siti archeologici risalenti all'epoca arcaico-classica, tra l'ottavo ed il quinto secolo a.C., nelle contrade Castellana, Arcia e Iacolano, dove sono state rinvenute ceramiche che lasciano intuire la presenza di insediamenti umani dediti allo sfruttamento agricolo del territorio, reso possibile anche dalla presenza del vicino fiume Maroglio. Testimonianze di arcaiche forme di culto religioso sono state, invece, riscontrate a Pisciotto e Valle Madoni, oltre che nella stessa contrada Arcia, dove sono stati rinvenuti resti di antiche necropoli. Secondo molti studiosi, questi ultimi ritrovamenti fanno pensare che il territorio di Niscemi avesse raggiunto un buon livello di organizzazione urbanistica, caratterizzata sia dalla presenza di aree urbane che di aree extraurbane.cite-ref-ripostiglio-6-2[6]

Aree naturali

A Niscemi è presente un'mwawmarea naturale protetta della mwawqRegione Siciliana denominata Sughereta e riconosciuta di interesse comunitario dall'mwawuUnione europea.cite-ref-carta-7-7[7] La riserva sorge a mwawo330 m mwawss.l.m., nella parte meridionale dell'altopiano su cui si colloca il centro abitato e costituisce e, assieme al mwawwBosco di Santo Pietro di Caltagirone, il residuo di quella che un tempo era la più grande sughereta della Sicilia centro-meridionale.

Società

Evoluzione demografica

La formazione del primo insediamento abitativo nel territorio di Niscemi risale al mwaxaXVII secolo: furono molte le famiglie, provenienti dai comuni del circondario, a prendere la residenza a Niscemi, probabilmente spinti dal clamore della notizia del ritrovamento del quadro raffigurante la Madonna con Gesù bambino. Queste famiglie provenivano da mwaxeCaltagirone, mwaxiAidone, mwaxmPiazza Armerina, mwaxqGela, mwaxuChiaramonte Gulfi, mwaxyComiso, mwaxcModica ed altre. Nel mwaxgXVIII secolo la popolazione aumenta vertiginosamente, portandosi da circa mwaxk2 000 abitanti a quasi 7000. Nel mwaxoXIX secolo la popolazione supera i mwaxs14 000 abitanti per subire poi un aumento costante fino ai giorni nostri. Solo a cavallo tra gli mwaxwanni sessanta e gli mwax0anni settanta i residenti diminuiscono di qualche centinaia di unità a causa principalmente del fenomeno migratorio che costrinse molti abitanti di Niscemi a trasferirsi altrove.cite-ref-popolazione-25-1[25]

Abitanti censiticite-ref-62[62]

Etnie e minoranze straniere

A Niscemi è presente una comunità straniera fin dagli mwaykanni ottanta, principalmente proveniente dai paesi dell'area nordafricana. La maggior parte di cittadini stranieri, tuttavia, provengono dalla mwayoRomania. Al 1º gennaio 2025 gli stranieri residenti nel Comune sono mways694 e rappresentano il 2,8% della popolazione totale.cite-ref-63[63]Di seguito sono riportati i gruppi nazionali più consistenti:cite-ref-64[64]

1. Romania: mwazy381
2. Tunisia: mwazg173
3. Marocco: mwazo37

Tradizioni e folclore

La tradizione più importante della città di Niscemi è la mwaz0Festa della Madonna.cite-ref-65[65] Anticamente veniva celebrata la terza domenica di agosto di ogni anno, ma negli ultimi decenni nella seconda domenica dello stesso mese. Durante la prima domenica di agosto il quadro della Madonna viene portato in processione dal Santuario di SS. Maria del Bosco alla Chiesa di Santa Maria d'Itria.

Durante il mwa0mmese della Madonna che si sviluppa tra il 21 aprile ed il 21 maggio di ogni anno, sempre il quadro della Madonna viene portato in processione tra le due principali chiese della città.cite-ref-66[66]

Un'altra importante ricorrenza si svolge nelle date del 18 e del 19 marzo, in onore di mwa0kSan Giuseppe: in occasione delle celebrazioni le famiglie devote allestiscono i cosiddetti mwa0oavutari ossia tavole imbandite con pietanze di ogni tipo e adornate da raffigurazioni del santo.cite-ref-vicarisangiuseppe-67-0[67]

L'11 gennaio di ogni anno, inoltre, viene organizzata un'ulteriore processione, analoga a quelle classiche che coinvolgono il quadro della Madonna, in occasione della ricorrenza del tragico mwa1aterremoto del 1693.cite-ref-68[68]

Lingue e dialetti

Oltre alla mwa1clingua italiana ufficiale, a Niscemi si parla la mwa1glingua siciliana: la variante dialettale niscemese (mwa1klu niscimisi), affine alle altre parlate centrali limitrofe, è appartenente alla famiglia dei dialetti centrali.cite-ref-vicari-69-0[69]cite-ref-70[70]cite-ref-71[71]

Religione

Nel comune di Niscemi, così come nel resto d'Italia, la religione più professata è il mwa2gcattolicesimo. Sono presenti sei parrocchie, comprese nella mwa2kdiocesi di Piazza Armerina.cite-ref-72[72] In minoranza, ma comunque numerose, vi sono comunità di mwa24musulmani, mwa28Testimoni di Geova ed mwa3aevangelici.

Istituzioni, enti e associazioni

Centro socio culturale

La costruzione del Centro socio culturale fu avviata sul finire degli mwa3qanni novanta in via Carlo Alberto Dalla Chiesa. Intestato nel mwa3u2007 alla memoria dell'ex sindaco Totò Liardocite-ref-73[73], scomparso prematuramente tre anni prima, attualmente è sede di uffici comunali e sale multimediali.

Associazione Maria SS. del Bosco

Istituita nel mwa3w1879, con il nome mwa30Società della Madonna, si è retta su uno statuto originario aggiornato nel mwa341913 dal vescovo monsignor Mario Sturzo, per divenire successivamente una confraternita.cite-ref-74[74]. Storicamente composta da soli uomini, denominati mwa4mfratelli della Madonna, si occupa di promuovere il culto e le manifestazioni in onore della mwa4qMadonna

Stazione di trasmissione radio navale

Dal mwa4g1991 è in funzione, in contrada Ulmo, un centro di trasmissioni radio navali degli mwa4kUSA costituito da 41 antenne, dipendenti dalla mwa4obase aerea di Sigonella.cite-ref-75[75] Nello stesso sito, nel gennaio del mwa482014, sono stati portati a termine i lavori per la costruzione del sistema di comunicazione satellitare del mwa5aMUOS.cite-ref-76[76]cite-ref-77[77]

Cultura

Istruzione

Biblioteche

A Niscemi è presente una biblioteca comunale. Originariamente collocata in via Vacirca, nel mwa502006 è stata trasferita in via IV Novembre, in un edificio risalente al mwa54XIX secolo. Sono presenti circa mwa5816000 volumi catalogati oltre che una vasta mwa6aemeroteca. La biblioteca è intitolata alla memoria di mwa6eMario Gori.

Musei

A Niscemi è presente un Museo Civicocite-ref-78[78] tra i più grandi della mwa6gSicilia,cite-ref-79[79] collocato presso l'ex convento dei frati francescani riformati. Il museo contiene reperti precedentemente custoditi nell’ex Museo della Civiltà Contadina,cite-ref-80[80] oggi definitivamente chiuso. In particolare vi sono reperti in passato donati da alcuni cittadini al mwa7eLions Club locale che ha provveduto a catalogarli. Dei circa 2000 pezzi presenti, la Sovrintendenza ai Beni Culturali di Caltanissetta, con proprio decreto, ne aveva vincolati oltre 650. Una sezione del museo cataloga invece i pezzi provenienti dall'ex Museo Didattico di Storia Naturale,cite-ref-81[81] anch'esso oggi chiuso, originariamente nato nel dicembre del mwa7y1989 allo scopo di rendere noti gli aspetti geografici e naturalistici dell'area della Sicilia centro-meridionale ricadente per buona parte nel territorio del libero consorzio comunale nisseno e compresa tra i fiumi mwa7cSalso e mwa7gDirillo, rispettivamente ad ovest ed est, e a nord limitata da corsi d'acqua minori. Il museo in passato fu gestito dalla locale sezione mwa7kWWF e, a partire dal mwa7o1995, dal Centro di Educazione Ambientale.

Scuole

È presente a Niscemi l'Istituto di Istruzione Superiore mwa70Leonardo da Vinci. Sorto nel mwa741970 come mwa78Liceo Scientifico, negli anni successivi ha arricchito la propria offerta formativa aprendo prima l'indirizzo linguistico, poi quello socio-psicopedagogico e negli ultimi anni l'istituto tecnico commerciale e l'istituto professionale per l'agricoltura e l'ambiente, ai quali si è aggiunto, a partire dal 2016, il Liceo Classico.cite-ref-82[82]

Arte

L'artista più noto a Niscemi è stato il pittore Giuseppe Barone. Originario di mwa8yCaltagirone, ma niscemese di adozione, nel mwa8c1927 dipinse le quattro tele a medaglione del Santuario SS. Maria del Bosco, raffiguranti vicende legate alla devozione verso la Madonna del Bosco e, nel mwa8g1929, una tela raffigurante la Madonna, collocata nella Cappella dell'Acqua Santa. Delle tele dipinte, una raffigura la città di Niscemi durante il terremoto del 1693. Diversi sono i poeti locali tra i quali giova rammentare mwa8kMario Gori all'anagrafe Mario Antonino Di Pasquale (Niscemi, 16 settembre 1926 – Catania, 5 dicembre 1970), che è stato un poeta, scrittore e autore di novelle italiano cui è intitolata una arteria principale della cittadina e un istituto scolastico. Non meno importante per il suo impegno culturale e di ricerca storica è il professor mwa8oAngelo Marsiano (Niscemi, 19 febbraio 1926 – Niscemi, 20 giugno 1993) storico e saggista italiano cui è intitolato un istituto scolastico.

Cucina

Tipiche di Niscemi sono le cosiddette mwa80mpanate e i mwa84piruna. Le prime sono sfogliate di cavolfiori mentre le seconde di spinaci: entrambe le preparazioni hanno la particolarità che il ripieno viene collocato crudo nell'impasto, prima di essere infornato.cite-ref-ricette-83-0[83]. Inoltre le mwa9mmpanate sono costituite da una pasta sfoglia sottilissima, probabilmente d'influenza orientale, lavorata sapientemente ed accuratamente. Altre ricette tipiche sono la pasta con i carciofi, i carciofi alla brace e la frittata con i carcioficite-ref-ricette-83-1[83]

Eventi

Di rilevanza regionale è la Sagra del Carciofo,cite-ref-84[84]organizzata tra i mesi di marzo e aprile, che coinvolge gente da tutto il circondario del paese.cite-ref-85[85]

Geografia antropica

Urbanistica

L'assetto urbanistico del comune di Niscemi risale alla seconda metà del mwa-uXVII secolo ed è caratterizzato da una maglia ortogonalecite-ref-carta-7-8[7] che sviluppa attorno a piazza mwa-oVittorio Emanuele III, dove mancano due mwa-sisolati e dove si affacciano i monumenti e gli edifici più prestigiosi della città. Gli assi principali della città si dipartivano dalla piazza, nelle direzioni nord-sud ed est-ovest. L'impianto urbanistico originale di Niscemi è a scacchiera regolare con isolati a spina.

La mwa-0pianta planimetrica fu disegnata originariamente da mwa-4Giuseppe Branciforte, secondo le linee guida dettate dalle nuove esigenze di mwa-8pianificazione urbanistica volute da molte baronie siciliane.cite-ref-carta-7-9[7] La scelta di optare per la maglia ortogonale fu anche dettata dalle leggi sull'urbanistica dettate dal governo spagnolo che, all'epoca, controllava l'intera mwa-qSicilia. La forma degli isolati è rettangolare, con il lato più lungo esposto a nord. Questa scelta risultò essere anche la più economica e semplice, in quanto ogni cellula abitativa aveva in comune con le altre tre lati su quattro e il suolo urbano risultava sfruttato al massimo. Nonostante l'impostazione di base della planimetria fosse di stampo seicentesco, è possibile tuttavia riscontrare in essa una notevole influenza araba: essa si riconosce principalmente nella gerarchia delle strade che si suddividono tra quelle più ampie, i cosiddetti mwa-ushari e quelle più piccole o vicoli, i cosiddetti mwa-yaziqqa.cite-ref-carta-7-10[7]

Dal XVII secolo fino alla seconda metà del mwbaaXX secolo le dimensioni delle cellule abitative sono state quasi sempre costanti: il nucleo abitativo principale era la casa terrana, costituita tipicamente da un solo vano a piano terra di larghezza di circa sei metri e sette metri di profondità. Molte di queste abitazioni erano caratterizzate anche dalla presenza del mwbaesolaio a cui tipicamente si accedeva mediante una scala a pioli. L'elemento architettonico tipico del mwbaicentro storico di Niscemi è il cosiddetto mwbamlucali,cite-ref-asta-50-4[50] tipica abitazione contadina caratterizzata da elementi di costruzione comuni, imposti da una serie di mwbagobligatio eseguite nella seconda metà del mwbakXVII secolo che definivano vincoli sullo spessore complessivo dei muri e sull'altezza degli edifici stessi.cite-ref-86[86]

Nel corso dei secoli, però, durante le fasi dell'espansione urbanistica di Niscemi, le dimensioni degli isolati cominciarono a variare sensibilmente, modificando radicalmente l'aspetto urbano ed edilizio del centro abitato.

Successivamente all'mwbbqUnità d'Italia vengono realizzate le prime costruzioni al di fuori del centro abitato, dando vita a nuove strade. Le case delle famiglie più elevate, per ricchezza e censo, vengono ampliate considerevolmente e cominciano ad essere costruiti numerosi palazzi caratterizzati da un'architettura complessa e spesso aventi più di un piano. Nel contempo si ebbe una notevole espansione urbanistica popolare nelle direzioni nord, nord-est ed est. Una successiva evidente espansione urbanistica si ebbe nei primi anni del mwbbuXX secolo, poi tra il mwbby1918 ed il mwbbc1920 ed infine tra il mwbbg1935 ed il mwbbk1940. Nel mwbbo1955, in coincidenza con la forte immigrazione verso il Nord Italia e con un conseguente maggiore afflusso di mwbbsrimesse degli emigrati niscemesi, si ebbe un'ulteriore forte espansione urbanistica.

Nel corso della seconda metà del mwbb0XX secolo, a causa del dirompente mwbb4abusivismo edilizio,cite-ref-87[87] la città subì un'espansione irregolare e molto spesso incontrollata soprattutto nell'area nord: in particolare, il quartiere periferico Sperlinga, abitato da circa mwbcm4 000 persone, ebbe una notevole espansione urbanistica a cavallo tra gli mwbcqanni ottanta e gli mwbcuanni novanta. Il quartiere è contraddistinto da uno stato di degrado: infatti sono presenti numerose discariche abusive a cielo aperto. In gran parte del quartiere le strade non sono asfaltate e sono assenti i marciapiedi, oltre che la segnaletica verticale ed orizzontale.

Suddivisioni storiche

Il comune di Niscemi è suddiviso in 25 quartieri storicicite-ref-antropica-24-10[24] e di recente urbanizzazione:

• Madrice
• Vacirca
• Sante Croci
• Canale
• Sperlinga
• Trappeto
• Firriato
• Macello
• Piano Mangione
• Pirillo
• Canalicchio
• Poggio Tripoli
• Serbatoio
• Vascelleria
• Poggio Madrice
• Scoperto Maugeri
• Spasimo
• Cimitero Vecchio
• Cimitero Nuovo
• Purgatorio
• Madonna
• Grazie
• Addolorata
• S. Antonio
• S. Giuseppe

Economia

Agricoltura

L'mwbdaeconomia del paese è prevalentemente di tipo agricolo. Fra i prodotti più coltivati vi sono mwbdecarciofi,cite-ref-88[88] mwbdypomodori e mwbdcuva.cite-ref-89[89] La produzione del carciofo costituisce il perno dell'economia niscemese: esso viene sponsorizzato e pubblicizzato in una sagra annuale, denominata Sagra del Carciofo, che si tiene con cadenza annuale tra il mese di marzo ed il mese di aprile.

Turismo

Il turismo a Niscemi non è molto sviluppato. Il massimo dell'affluenza turistica, che coinvolge comunque cittadini provenienti da tutta la mwbd4Sicilia, si ha in occasione della Sagra del Carciofo.cite-ref-90[90] e della Festa della Madonnacite-ref-91[91] Per consentire la permanenza dei turisti, sono state costituite delle aree apposite predisposte per il camping.cite-ref-92[92]

Infrastrutture e trasporti

Strade

Niscemi non è direttamente collegata a nessuna arteria stradale statale. La mwbe4SS 117 bis, che collega la vicina mwbe8Gela con mwbfaEnna è raggiungibile attraverso la SP 12 e la SP 10 del mwbfelibero consorzio comunale di Caltanissetta, che a loro volta raggiungono la mwbfistatale delle solfare. Tramite quest'ultima infatti, è raggiungibile il capoluogo mwbfmCaltanissetta. La mwbfqSS 115 è invece raggiungibile, nel tratto che collega mwbfuGela con mwbfyVittoria, con la SP 31 e la SP 11. Il confinante comune di mwbfcCaltagirone (dalla quale si può raggiungere anche attraverso la SS 117 bis e la mwbfgSS 417, che poi va verso mwbfkCatania) è invece raggiungibile direttamente attraverso la SP 10, proseguendo poi per la SP 227 della mwbfocittà metropolitana di Catania e attraverso la SP 39 o la SP 62, entrambe della città metropolitana di Catania. Le strade provinciali SP 10, SP 11 e SP 12 sono s'intersecano con ulteriori strade provinciali secondarie, utilizzate principalmente dai proprietari terrieri, che versano in uno stato di totale abbandono.

A seguito del grave movimento franoso che ha interessato il centro abitato a partire dal 25 gennaio 2026, le strade provinciali SP 10 e SP 12 sono state chiuse al transito, compromettendo significativamente i collegamenti stradali diretti con la rete viaria principale.cite-ref-93[93]cite-ref-94[94] Tra la SP 11 — l’unica strada ancora percorribile ma a rischio — e la SP 10, gravemente danneggiata dalla recente frana, l’artista locale Salvo, noto come “Turi è Tinto”, ha realizzato un murale che raffigura la Madonna con il suo velo azzurro.cite-ref-95[95]

Ferrovie

Nel territorio comunale di Niscemi sono state costruite tre stazioni ferroviarie, una mwbg8nel centro cittadino e due in area agricola, in seguito soppresse, a mwbhaVituso e a mwbhePriolo Soprano. Le stazioni fanno parte della linea ferroviaria che attraversa la città, la mwbhiCatania-Caltagirone-Gela, a binario semplice e non elettrificata. La costruzione del tratto di linea ferroviaria tra Caltagirone e Gela è stata approvata agli anni '20 del XX secolo; i lavori, iniziati solo nei primi anni '50, vennero completati nel mwbhm1979, dopo un lunghissimo iter costruttivo. Il tratto interessato, tra mwbhqCaltagirone e mwbhuGela, è interrotto dal mwbhy2011 a causa del crollo del viadotto di Piano Carbonecite-ref-ponte-96-0[96]. Le arcate del viadotto interessato furono demolite nel mwbhs2014cite-ref-97[97] e la mwbiaDivisione passeggeri regionale di mwbieTrenitalia ha istituito un autoservizio sostitutivo.cite-ref-98[98] Sono in corso i lavori volti al ripristino e ammodernamento della linea Caltagirone - Gela, finanziati in parte, anche con fondi PNRR. La prima fase dei lavori, attualmente in corso, riguarda la tratta da Caltagirone a Niscemi, la cui riapertura è stata prevista a fine 2026.cite-ref-99[99]

Mobilità urbana

L'unico mezzo pubblico è l'autobus, gestito da un'azienda di trasporti privata: è presente un'unica linea, il cui capolinea è all'incrocio tra via XX Settembre e via Umberto I, in prossimità di Piazza Vittorio Emanuele III.

Mobilità extraurbana

Niscemi è collegata direttamente a mwbi4Caltagirone e mwbi8Catania attraverso una linea extraurbana fornita da mwbjaEtna Trasporti, che percorre la tratta mwbjeNiscemi-Caltagirone-Fontanarossa-Catania, e a mwbjiCaltanissetta tramite la linea mwbjmNiscemi-Gela-Riesi-Caltanissetta. mwbjqGela e mwbjuLicata si possono raggiungere sempre tramite corriere, effettuate da Etna Trasporti, attraverso una fermata intermedia in contrada Ponte Olivo, in territorio di Gela, utilizzata dall'utenza niscemese per raggiungere l'mwbjyaeroporto Fontanarossa laddove la tratta diretta non riesce a coprire corse e orari di partenza ed arrivo.

Amministrazione

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 14 ottobre 1987 | 15 luglio 1988 | Gaetano Di Noto | Partito Socialista Italiano | Sindaco | [ 100 ] |
| 15 luglio 1988 | 16 agosto 1991 | Paolo Rizzo | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 100 ] |
| 13 settembre 1991 | 17 marzo 1992 | Giovanni Rinaudo | Partito Socialista Democratico Italiano | Sindaco | [ 100 ] |
| 17 marzo 1992 | 10 luglio 1992 | Gaetano Di Noto | Partito Socialista Italiano | Sindaco | [ 100 ] |
| 18 luglio 1992 | 11 giugno 1994 | Carmelo Fontana | | Commissario straordinario | [ 100 ] |
| 26 ottobre 1992 | 7 febbraio 1994 | Ernesto Bianca | | Commissario straordinario | [ 100 ] |
| 18 luglio 1992 | 14 aprile 1993 | Carmelo Spampinato | | Commissario straordinario | [ 100 ] |
| 14 aprile 1993 | 11 giugno 1994 | Rosario Di Bartolo | | Commissario straordinario | [ 100 ] |
| 27 giugno 1994 | 25 maggio 1998 | Salvatore Liardo | Alleanza dei Progressisti | Sindaco | [ 100 ] |
| 25 maggio 1998 | 16 settembre 2000 | Salvatore Liardo | L'Ulivo | Sindaco | [ 100 ] |
| 11 dicembre 2000 | 23 gennaio 2004 | Mario Parrimuto | centro-destra | Sindaco | [ 100 ] |
| 27 aprile 2004 | 14 maggio 2007 | Emilio Buda | | Commissario straordinario | [ 100 ] |
| 27 aprile 2004 | 14 maggio 2007 | Paolo Guglielman | | Commissario straordinario | [ 100 ] |
| 27 aprile 2004 | 14 maggio 2007 | Enrico Galeani | | Commissario straordinario | [ 100 ] |
| 14 maggio 2007 | 7 maggio 2012 | Giovanni Di Martino | Democratici di Sinistra | Sindaco | [ 100 ] |
| 7 maggio 2012 | 11 giugno 2017 | Francesco La Rosa | lista civica | Sindaco | [ 100 ] |
| 11 giugno 2017 | 12 giugno 2022 | Massimiliano Valentino Conti | lista civica | Sindaco | [ 100 ] |
| 12 giugno 2022 | in carica | Massimiliano Valentino Conti | lista civica | Sindaco | [ 100 ] |

Gemellaggi

Collio, dal 2015cite-ref-101[101]

Sport

A Niscemi sono attive diverse società calcistiche che prendono parte a campionati regionali e dilettantistici, contribuendo alla crescita sportiva cittadina attraverso specifiche attività formative. Tra le formazioni locali, l'A.S.D. Niscemi Football Club milita attualmente nel campionato di mwbowEccellenza.cite-ref-102[102]

Per quanto riguarda l'A.S.D. Nuova Niscemi, dopo aver partecipato a varie competizioni dilettantistiche raggiungendo in passato la mwbpiPrima Categoria, dal 2018 si dedica esclusivamente all'attività di settore giovanile e scolastico con le proprie formazioni iscritte ai tornei regionali. Nello stesso ambito opera l'A.S.D. Santa Maria, anch'essa impegnata prevalentemente nel settore giovanile e nelle relative competizioni regionali.

Deltaplano e parapendio

Nell'area sottostante al belvedere, in prossimità del quartiere Sante Croci, è attiva un'area attrezzata per svolgere attività di mwbpuparapendio.cite-ref-103[103] La postazione è stata intitolata alla memoria dell'aviatore italiano Angelo D'Arrigo.cite-ref-104[104]

Pallavolo

Nel settore della pallavolo femminile opera dal 2014 la società A.P.D. Fatanascim.cite-ref-105[105]

Impianti sportivi

Le principali strutture sportive presenti nel comune sono lo stadio "Santa Maria",cite-ref-106[106] situato in contrada Ponte Longo, e il palazzetto dello sport "Pio La Torre".cite-ref-107[107]

Note

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Bibliografia

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• mwcn0Angelo Marsiano, Storia di Niscemi, Lions Club Niscemi, 1992.
• mwcn8Emanuele Conti, Niscemi. Origini e fondazione, Salvatore Sciascia Editore, 1977.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.niscemi.cl.it.
• mwcpiMuseo Didattico di Storia Naturale di Niscemi
• mwcpqPro Loco Niscemi APS, su proloconiscemi.altervista.org.